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giovedì 12 dicembre 2019
Luigi Ferraris a QN: investimenti per 6,2 miliardi di euro sulla rete a sostegno del Paese
Terna porta l’Italia nel futuro dell’elettricità: investimenti, progetti e strategie del Gruppo per lo sviluppo del Paese nell’intervista di QN all’AD e DG Luigi Ferraris


Gianpietro Benedetti: Danieli è un’azienda solida
Danieli S.p.A. è un’azienda solida dal punto di vista dei risultati finanziari e della governance: attualmente è guidata da Gianpietro Benedetti


Gianpietro Benedetti: la situazione finanziaria di Danieli
La famiglia Benedetti agisce da sempre nell'ottica di rafforzare ulteriormente dal punto di vista patrimoniale la cassaforte di Danieli S.p.A., multinazionale con sede a Buttrio che è riconosciuta a livello internazionale per la produzione di impianti siderurgici. Attualmente guidata da Gianpietro Benedetti, figura chiave nel processo di innovazione e digitalizzazione, mantiene una situazione patrimoniale florida. La cassaforte di Danieli, dal bilancio consolidato con un utile di 50,5 milioni e un patrimonio netto di 1,8 miliardi, vede Bendetti come azionista in usufrutto al 50% (la nuda proprietà p della lussemburghese Gestione Jp) mentre la famiglia Mareschi Danieli è azionista tramite l'accomandita Gestioni Magma. La posizione finanziaria dell'azienda guidata da Gianpietro Benedetti resta florida, con un patrimonio netto salito anno su anno oltre i 108 milioni.Gianpietro Benedetti, cuore pulsante di Danieli S.p.A.
Gianpietro Benedetti guida Danieli S.p.A. in qualità di Presidente e Amministratore Delegato. È inoltre impegnato dal 2010 nel ruolo di Presidente della Fondazione "ITS - Istituto Tecnico Superiore nuove tecnologie per il Made in Italy, indirizzo per l'industria meccanica ed aeronautica" (Udine). Dopo aver concluso gli studi presso l'Istituto Tecnico "A. Malignani", entra in Danieli nel 1961 in qualità di ingegnere progettista. Viene promosso pochi anni dopo alla direzione dell'Ufficio Tecnologie e Processo di Laminazione: è l'inizio di un'esperienza professionale di successo, che lo porta ad assumere gli attuali incarichi nel 2003. È Co-Amministratore Delegato nel 1986, Direttore Generale dal 1991 e AD dal 1999. Da settembre 2017 è inoltre Presidente del Consiglio di Amministrazione dell'Executive Board in Danieli. Gianpietro Benedetti ha saputo portare avanti un percorso di trasformazione e costante crescita all'interno dell'azienda, senza però snaturare il sistema valoriale che ne caratterizza le attività. Oltre a tre lauree ad honorem conseguite nel corso degli anni per le sue competenze professionali, il manager è titolare di numerosi brevetti per macchine e processi per la produzione dell'acciaio, con oltre 80 invenzioni registrate a suo nome. Ha ricevuto la Tadeusz Sendzimir Memorial Medal nel 2018.Salvatore Navarra, alla guida di PFE S.p.A., partecipa all’Azimut Expo 2019
Salvatore Navarra racconta la storia di PFE S.p.A., impresa familiare attiva nel settore del Cleaning e del Facility Management


PFE S.p.A.: Salvatore Navarra parla della forza delle imprese familiari
"Siamo stati invitati qui ad Azimut Expo per partecipare ad un panel sull'impresa a conduzione familiare per raccontare la crescita dell'azienda di famiglia": Salvatore Navarra, Presidente del CdA di PFE S.p.A., è intervenuto in qualità di relatore durante l'evento milanese ALI Expo (Azimut Libera Impresa Expo 2019 - L'arte di fare impresa). Lo speech di Salvatore Navarra, intitolato "Le sfide dell'impresa a conduzione familiare", si è incentrato sul narrare la storia di PFE S.p.A. e le principali attività per portare avanti un'impresa all'insegna della crescita. "Partecipare a questa iniziativa è stato molto interessante, peraltro in un panel particolarmente qualificato: oltre alla mia presenza in qualità di imprenditore, vi hanno partecipato anche altri professionisti e consulenti" - ha dichiarato il Presidente del CdA. L'evento si è svolto all'interno della Fiera di Rho, in una cornice di alto profilo che ha visto la partecipazione di 260 operatori, 280 speakers e 14.000 partecipanti. "La condivisione del panel è stata allargata a tutti sui temi della pianificazione, la visione e la strategia che sono i fattori che caratterizzano il successo di un'impresa. Abbiamo toccato anche il tema della professionalizzazione della governance che, è chiaro, in un'impresa familiare diventa determinante per la crescita e il raggiungimento degli obiettivi prefissati".PFE S.p.A.: i servizi e il ruolo di Salvatore Navarra
PFE S.p.A. è tra i leader italiani nel settore del Cleaning e del Facility Management. La sua esperienza, di oltre trent'anni, garantisce un'ampia gamma di servizi che facilitano l'impresa e si rivolgono sia a clienti pubblici che privati. L'azienda si occupa di sanificazione, cleaning, bonifiche delle condotte aerauliche, portierato, lavanderia, cura del verde, facchinaggio, vigilanza e altri servizi ausiliari e di assistenza sociosanitari. Una peculiarità di PFE S.p.A. è l'innovativo metodo di lavoro "Clever Job", di cui detiene il brevetto industriale: Clever Job consente di ridurre fino al 25% i tempi di lavoro e dei consumi legati alle varie attività di cleaning. Questo metodo dimostra l'impegno da sempre portato avanti in azienda verso l'innovazione non solo dei processi interni, ma dell'intero comparto del Cleaning e del Facility Management a livello europeo. Attualmente l'impresa è guidata da Salvatore Navarra, Presidente del CdA e figura chiave all'interno dell'azienda. PFE S.p.A. fa parte del progetto ELITE di Borsa Italiana, programma internazionale del London Stock Exchange Group che punta a valorizzare attività ambiziose e con un solido modello di business, in continua crescita.CDP a Napoli, Fabrizio Palermo: “Portiamo con noi le nostre partecipate”
Il 29 novembre scorso Cassa Depositi e Prestiti, guidata dall'Amministratore Delegato Fabrizio Palermo, ha inaugurato la nuova sede a Napoli, in via Verdi, a pochi passi dal Municipio di Piazza San Giacomo: la decisione di CDP testimonia la strategia di rafforzamento territoriale voluta dalla società per il triennio 2019-2021.

CDP apre a Napoli, Fabrizio Palermo:" Segno di vicinanza a tutto il Sud"
Dopo Verona e Genova è il turno di Napoli: il 29 novembre Cassa Depositi e Prestiti ha infatti ufficialmente aperto la nuova sede della società nel capoluogo partenopeo, confermando la "vocazione territoriale" del nuovo piano industriale presentato a fine 2018. "A livello territoriale questo è il terzo ufficio di nuova generazione che stiamo aprendo - ha commentato Fabrizio Palermo - che per noi è un segno tangibile di vicinanza non solo alla Campania, ma a tutto il Sud". Le parole dell'AD evidenziano l'importanza che CDP vuole dare al Mezzogiorno e in generale a tutto il tessuto urbano nazionale: "Le prossime aperture saranno appunto a Bari e a Palermo: per noi una presenza territoriale significa riavvicinarsi al territorio, ovvero alle imprese, agli enti pubblici e alle infrastrutture in generale, ma chiaramente portando anche tutto il nostro sistema di relazioni con le nostre partecipate". La presenza di CDP sia a Napoli che negli altri capoluoghi italiani non sarà di rappresentanza ma operativa a tutti gli effetti: garantirà infatti assistenza a imprese e pubblica amministrazione grazie alla fornitura di servizi di consulenza, progettazione e programmazione per la realizzazione di opere pubbliche e private. Per la società sarà dunque possibile rispondere concretamente ad uno degli altri temi affrontati dalla nuova strategia di CDP, l'accesso al finanziamento per le imprese: "Anche il nostro impegno finanziario sta aumentando, sia sul segno dell'export che di finanziamenti indiretti, e recentemente abbiamo firmato un accordo importante col Gruppo UBI per concedere finanziamenti a livello locale alle aziende". Oltre alle imprese del territorio campano, tra le quali la società annovera già diverse importanti partecipate come Fincantieri, Snam e Terna, CDP coinvolgerà anche le amministrazioni locali, mantenendo tuttavia salda l'ottica privata degli investimenti: "CDP non lo definirei un intervento pubblico - specifica Fabrizio Palermo - ma un sostegno allo sviluppo di questa importante Regione in una logica privata, perché ricordo che noi amministriamo il risparmio dei correntisti e dei sottoscrittori di buoni e libretti postali: siamo un soggetto che in un certo senso è a cavallo tra mondo privato e istituzioni, e riteniamo che questo connubio sia una formula molto efficace per sostenere lo sviluppo del territorio".Imprese e innovazione: CDP, guidata da Fabrizio Palermo, punta su un Fondo da 1 mld
Nel nuovo piano industriale di Cassa Depositi e Prestiti, primo operatore nel venture capital in Italia, viene affrontata un'altra criticità estremamente rilevante per il futuro del Paese: i bassi investimenti in innovazione e sviluppo delle imprese italiane, che pesano in percentuale sul Pil per l'1,3% a fronte di una media Ue quasi del doppio. Per questo a novembre Fabrizio Palermo, in occasione dei 170 anni della società, ha annunciato un Fondo Innovazione da 1 miliardo: "Una nuova spinta che vuole fare leva su innovazione, inclusione e sostenibilità con un approccio del tutto nuovo, basato su un rapporto più solido con il territorio, sulla volontà di fare rete e sulle competenze finanziarie e industriali che rendono CDP un'istituzione unica nel contesto nazionale". Con le nuove sedi e il conseguente riavvicinamento ai territori, gli investimenti nelle infrastrutture e il nuovo Fondo, CDP ha tutte le carte in regola per assumersi la responsabilità dell'innovazione tecnologica del Belpaese.
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Il top management di Enel: Claudio Machetti
Una delle figure di rilievo all’interno del top management di Enel è quella di Claudio Machetti, da oltre cinque anni Direttore della Business Line Global Trading.


La formazione e i primi incarichi di Claudio Machetti
Dopo la maturità classica ottenuta presso il Liceo Classico "Tito Lucrezio Caro" di Roma, nel 1982 Claudio Machetti consegue la Laurea in Scienze Statistiche presso l'Università "La Sapienza". Impiegato nella filiale milanese del Banco di Roma, nel 1984 passa alla Direzione di Roma in qualità di analista finanziario. In seguito, si specializza in equity e assume il ruolo di funzionario nell'Ufficio Analisi Finanziarie del Banco di Roma, società in cui lavorerà fino al 1992 come Responsabile del Nucleo Analisti Finanziari. In quell'anno, inizia la sua esperienza professionale in Ferrovie dello Stato, inizialmente come Dirigente Responsabile dell'Unità Mercati Finanziari e in seguito come Direttore della Finanza Operativa. Nel, contempo riveste anche la carica di Amministratore Delegato di Fercredit, società di servizi finanziaria captive di Ferrovie dello Stato.Claudio Machetti e l'approdo in Enel
A seguito dell'esperienza con il gruppo ferroviario italiano, Claudio Machetti inizia (2000) la propria carriera all'interno di Enel in qualità di Responsabile dell'Area Finanza. In seguito, collabora alla fondazione di Enelfactor, la società di factoring per le attività del Gruppo di cui assume anche il ruolo di Amministratore Delegato. Dal 2000 fino al 2014, invece, è Presidente della società assicuratrice Enel Insurance. Dagli anni successivi, ricopre cariche di crescenti responsabilità: prima Presidente dei fondi pensione Fondenel e Fopen, poi (2005) Direttore Finanziario a diretto riporto dell'Amministratore Delegato, e nel 2009 Direttore della neonata divisione Risk Management. A seguito della ristrutturazione del Gruppo, che ha portato all'organizzazione di Enel in quattro linee di business - nello specifico, Generazione Globale, Infrastrutture e Reti Globale, Trading Globale ed Enel X - Claudio Machetti assume la direzione della linea di Global Trading. Attualmente è anche Amministratore Unico di Enel Global Trading S.p.A., veicolo societario della business line.venerdì 16 marzo 2018
Eni: l’AD Claudio Descalzi sui risultati dell’esercizio e del quarto trimestre 2017
L'Amministratore Delegato Claudio Descalzi commenta i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni: il gruppo torna in utile, la generazione di cassa aumenta del 50% aprendo per il futuro prospettive "brillanti".
Con un utile netto pari a 3,43 miliardi di euro (contro la perdita di 1,4 miliardi del 2016) e un utile netto adjusted a 2,4 miliardi (rosso di 340 milioni nel 2016), Eni chiude brillantemente il 2017 ritornando al profitto. Nel commentare i numeri dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, l'AD Claudio Descalzi li definisce "risultati eccellenti che dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili". A incidere significativamente l'ottima performance registrata nel quarto trimestre, con un utile netto pari a 2,1 miliardi e quello «adjusted» a 0,98 miliardi, più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2016 (460 milioni di euro). Più nel dettaglio, l'AD ha evidenziato come nell'Upstream sia stato raggiunto il massimo storico della produzione: nonostante gli investimenti di sviluppo siano stati ridotti del 40% rispetto alla baseline 2014, i risultati esplorativi registrati sono stati eccellenti e i progetti più rilevanti sono stati messi in produzione in tempi record, come il giacimento di Zohr. "Inoltre nel Mid-Downstream abbiamo riportato in una posizione di profitto strutturale G&P con un anno di anticipo" ha aggiunto Claudio Descalzi, facendo notare anche il risultato operativo nell'R&M record degli ultimi 8 anni e la performance operativa nella Chimica, la migliore di sempre: "tutto ciò ha consentito di far crescere la generazione di cassa del 50%, a fronte di un aumento del Brent del 22% di ridurre la nostra cash neutrality a 57 $/bl e di rinforzare ulteriormente la nostra struttura patrimoniale, anche grazie alle dismissioni realizzate nell'anno".
Claudio Descalzi: i risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017 di Eni
Eni: il futuro del gruppo nelle parole dell'AD Claudio Descalzi
Con queste premesse, Claudio Descalzi non può che guardare con ottimismo ai prossimi anni: "Per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche più difficili". L'AD di Eni ribadisce con questo che se le condizioni di mercato fossero più favorevoli, il gruppo potrebbe generare un enorme extra‐valore per i suoi azionisti. Intanto, come annunciato dallo stesso Claudio Descalzi, sulla base dei risultati consolidati dell'esercizio e del quarto trimestre 2017, il Consiglio intende proporre all'assemblea degli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (0,80 nel 2016) di cui 0,40 euro distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto.venerdì 26 gennaio 2018
Raddoppio del fatturato: la crescita di Forno d’Asolo con 21 Investimenti di Alessandro Benetton
Crescere puntando sui giovani: nasce con questo obiettivo l'Academy per studenti ideata da Forno d'Asolo. L'azienda di Maser ha visto il suo fatturato raddoppiarsi nell'ultimo triennio, grazie anche all'operato del fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton.
Società leader nella produzione e commercializzazione di prodotti da forno, dolci e salati, e di pasticceria, Forno d'Asolo è stata acquisita nel 2014 da 21 Investimenti, che ne detiene la maggioranza del capitale. Dall'ingresso del fondo di Alessandro Benetton, la crescita dell'azienda di Maser è stata vertiginosa: il fatturato è salito dai 73 milioni iniziali ai 125 milioni del 2017 e il numero dei dipendenti è più che raddoppiato, passando da 130 a 285. Ogni anno sono 170 milioni i cornetti prodotti, distribuiti attraverso una rete di 22 piattaforme e 410 agenti che servono 40mila punti vendita a settimana in Italia. Numeri da eccellenza italiana. Per continuare con questo trend di crescita, Forno d'Asolo ha dato vita a una Acadamy per studenti che ha l'obiettivo di formare i giovani in modo da guardare al futuro e allo stesso tempo restituire qualcosa al territorio. La ristrutturazione del quartier generale ha infatti portato alla realizzazione di nuovi spazi per l'Academy, dove si terrà un Master professione barista rivolto a diplomati e diplomandi dai 18 ai 25 anni. Un progetto che segue la linea filosofica e la gestione industriale di 21 Investimenti, come evidenziato anche dal Presidente Alessandro Benetton.
Forno d'Asolo: la crescita della società che fa parte del fondo 21 Investimenti di Alessandro Benetton
Alessandro Benetton: attività imprenditoriali e manageriali
Classe 1964, originario di Treviso, Alessandro Benetton si forma al di fuori dell'Italia, prima laureandosi presso l'Università di Boston nel 1987 e poi conseguendo il Master in Business Administration alla Harvard Business School. La sua prima esperienza professionale è in qualità di analista del dipartimento di Global Finance di Goldman Sachs International a Londra. Di lì a poco, assume il ruolo di Presidente di Benetton Formula, scuderia di Formula Uno che sotto la sua guida (dal 1988 al 1998) si aggiudica due campionati mondiali piloti, uno costruttori e 27 Gran Premi. Il 1992 segna l'inizio della sua attività nel settore del private equity: fonda 21 Investimenti, società che cresce a livello internazionale portando a termine operazioni di eccellenza come quella di Forno d'Asolo. Presidente di Benetton Group dal 2012 al 2014, nel 2017 viene nominato Presidente di Fondazione Cortina 2021. Alessandro Benetton è attualmente anche membro del CdA di Edizione S.r.l. e Autogrill S.p.A., nonché componente dell'Advisory Committee di Robert Bosch Internationale Beteiligungen AG di Zurigo.giovedì 1 dicembre 2016
Le ragioni di una scelta: Carlo Malinconico a favore del SI alla riforma costituzionale
Il prossimo 4 dicembre gli italiani saranno chiamati a esprimere il proprio parere in merito alla possibilità di una riforma costituzionale. Carlo Malinconico è intervenuto a un convegno tenutosi a Cava de' Tirreni esprimendo il suo sostegno a favore del cambiamento.
La riforma costituzionale, al centro di molti dibattiti e convegni politici, rappresenta un punto focale nella storia della nostra Repubblica. Il Referendum del 4 dicembre sarà un importante banco di prova per gli italiani, chiamati ad esprimersi a favore o meno della modifica di un documento che è stato parte integrante della nostra storia. Sull'argomento si è tenuto, in particolare, un incontro all'Hotel Holiday Inn di Cava de' Tirreni per dibattere delle ragioni a sostegno del SI e del NO. Tra gli ospiti illustri, intervenuti in favore del cambiamento, anche Carlo Malinconico, docente presso l'Università Tor Vergata di Roma e titolare dello Studio Legale Malinconico. L'avvocato è sostenitore del Si in quanto ritiene sia necessario svoltare, eliminando una serie di eccessi che portano, per esempio, alla presentazione di un numero altissimo di decreti legge, evidenziando un rapporto non idilliaco tra potere esecutivo e Parlamento. Malinconico, inoltre, vede nel mutamento del Bicameralismo del Titolo V un modo per semplificare il procedimento legislativo, accelerando le tempistiche di decisione.
Carlo Malinconico e le ragioni del SI
Carlo Malinconico: biografia e tappe del percorso professionale
Classe 1950, nato a Roma, Carlo Malinconico si forma in ambito classico prima di laurearsi in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano. Ottenuta l'abilitazione alla professione legale nel 1976, viene nominato subito dopo Procuratore dello Stato e Uditore Giudiziario. Dal 1980 al 1985 è Avvocato dello Stato presso la sede di Milano, mansione con funzioni di difesa e che prevede la fornitura di consulenza legale a Stato e Regione in materia di cause civili, penali e amministrative. Nel 1984 diviene, dopo aver superato un concorso impegnativo, Consigliere di Stato, ruolo che rivestirà per circa 20 anni. Seguono importanti cariche a livello pubblico e legale: Consigliere Giuridico presso gli uffici legislativi del Ministero della Marina Mercantile, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero dei Trasporti, del Ministero del Tesoro (1986 - 1990); Capo Ufficio Legislativo del Ministero delle Partecipazioni Statali e del Tesoro (1990 - 1996); Consigliere Giuridico dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (1992 - 1997). Esperto dell'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas dal 1998 al 2001, Carlo Malinconico diventa Direttore Generale tra il 2001 e il 2002. Nominato Segretario della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel 2006, dal 2011 al 2012 è Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Titolare dello Studio Legale Malinconico, fondato nel 2003, è docente Universitario presso l'Università Tor Vergata di Roma, dove insegna Diritto dell'Unione Europea.
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